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A destra, si apre la cappella che probabilmente ospitava il grande sarcofago in pietra ora posto nel prato esterno di fronte al cancello d’ingresso al complesso.

La Cappella Avogadro, così indicata dal nome del donatore, il pievano Giovanni martino Avogadro di Casanova, che nel 1480 rinunciò alla Pievania in favore del congiunto Giacomo.

Sui risvolti delle pareti rimangono gli stemmi della famiglia, in compenso nell’affresco a sinistra, dove probabilmente avrebbe dovuto essere effigiato il committente, la pittura non è stata completata e il volto dello stesso addirittura cancellato… Quando si dice…perdere la faccia!

In alto sull’arco, l’Angelo annunciante, la Vergine, nel centro Dio Padre. Sull’intradosso della volta a botte, il Cristo con i simboli dei quattro evangelisti, sopra la finestra, il Cristo al Sepolcro, sorretto dalla Madre in un’efficace Pietà dipinta. Nella parte inferiore, da un lato san Lorenzo, titolare della Chiesa, dall’altro San Martino, il cui culto era tanto diffuso  all’epoca da essere titolare delle chiese più antiche del Canavese e della Valle d’Aosta.

Sulla parete di sinistra San Lorenzo che presenta il Donatore (senza volto!), la Madonna in Trono, con il Bambino e Angeli musicanti.

Sulla parete opposta: Santa Marta, Santa Lucia e Santa Caterina d’Alessandria, ciascuna con i relativi attributi; il paniere, gli occhi, la corona e il libro. I critici si esprimono con giudizi molto vari, vedendovi influssi di Piero della Francesca, influenza dell’area franco-provenzale o quella di Martino Spanzotti attivo in Ivrea in quegli anni, concordemente indicati tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500.

Pianta - Cappella Avogadro